Suono e acustica

Il suono è un'onda elastica scaturita da una vibrazione generata da un corpo posto in oscillazione. La percezione del suono avviene tramite la propagazione d'onda che pone in oscillazione le molecole d'aria o altro corpo elastico.

Il suono può essere analizzato da diversi aspetti che lo caratterizzano e ci forniscono informazioni per comprendere la natura fisica del corpo che ha generato le vibrazioni; le modalità di propagazione legate, sia all'elemento che ha costituito il "mezzo di trasporto" sia all'ambiente in cui viene generato e poi percepito il suono.

In altre parole, il suono non ha caratteristiche proprie predefinite ma qualità fisiche legate al corpo che ha generato la vibrazione e alle modalità di propagazione. Per tale ragione due suoni identici generati dallo stesso strumento e ascoltati in ambienti diversi saranno da noi percepiti in modo diverso.

Suono o Rumore

Non sempre il confine fra suono e rumore è tanto netto da rappresentare un dato oggettivo. Tuttavia, da un punto di vista della natura dei suoni possiamo distinguere i rumori (indesiderati) dai suoni (graditi), sia per il loro variare di ritmo sia per la forma d'onda che possono generare.
I suoni che si ripetono nel tempo senza variazione di ritmo sono generalmente da noi identificati come rumori, mentre quei suoni che presentano variazioni di ritmo (accento) destano il nostro interesse, diventano graditi e siamo portati a considerarli con positività.
Si pensi, ad esempio, al rumore del tasto del telegrafo: quel caratteristico ticchettio che genera un'onda molto semplice è però caratterizzato da un ritmo che lo rende gradevole all'ascolto. Allo stesso modo, il rumore bianco che è un'onda complessa ma priva di ogni variazione di ritmo non suscita il nostro interesse e ci appare priva di significato.

Sconfinando un attimo nel campo della psicoacustica, il confine fra suono e rumore diventa ancora meno identificabile e a volte si sovrappone. Ad esempio, se vi dovesse capitare di dover ascoltare gli esercizi di un violinista principiante, dubito che sareste portati a considerare l'esibizione come un insieme di suoni gradevoli.

L'orecchio accordato

Vi sarà capitato di leggere o sentir dire che l'orecchio umano ha la facoltà di percepire con maggiore facilità i suoni di gamma media compresi fra un intervallo che parte da 1000 hz e finisce a 5000 hz. Da cosa dipende?
La ragione è da cercare nell'esigenza di poter percepire con maggiore nitidezza proprio la voce umana. Migliaia di anni di evoluzione hanno dato all'orecchio umano caratteriste fisiche tali da renderlo più adatto ad una attività fondamentale per la crescita, cioè poter comunicare con i propri simili.

La caratteristica fisica che rende l'orecchio accordato sulla voce umana è identificabile nella lunghezza e diametro del condotto uditivo. Proprio come il tubo di accordo di un subwoofer in reflex, il condotto uditivo lascia passare con maggiore facilità i suoni di gamma media. La frequenza media di risonanza è posta a circa 3000 hz.

Capire la natura del suono con rigore scientifico è un esercizio tutt'altro che semplice e, per certi aspetti, anche noioso se non si stanno compiendo degli studi in proposito.
In questo articolo cercherò di non annoiarvi e quindi eviterò di riportare ciò che in rete si trova sugli studi fatti sul suono.

La percezione del suono

Ciò che noi ascoltiamo non è mai il suono originale.
Se proprio vogliamo essere pignoli il suono di un qualsiasi strumento è sempre modificato da una serie di fattori che ce lo fanno percepire in modo diverso in situazioni diverse. Poco importa che si stia ascoltando dal vivo o in riproduzione, perché l'ambiente per primo sarà il vero protagonista della nostra percezione di quel suono.

Mi viene in mente un esempio spiritoso: provate a spostare un'orchestra sinfonica nella galleria di una metropolitana e poi fatemi sapere se sarete ancora disposti a pagare il biglietto.

So che sto sfondando una porta già aperta ma voglio riportarvi alla realtà della vostra auto per farvi notare che dovete per forza cercare di assecondarne l'acustica se vorrete ottenere un buon risultato. Probabilmente è un esercizio che avete già fatto, in modo più o meno consapevole, quando avete spostato i vostri tweeter, avete cambiato il medio o avete modificato i vostri crossover.
Ebbene, ciò che avete fatto è proprio cercare di assecondare l'acustica del vostro abitacolo perché ciò che noi ascoltiamo è sempre il risultato di un suono modificato da un ambiente del quale percepiamo l'acustica.

Ma torniamo al suono. Attenzione a non confondere il suono con la musica. La percezione sonora è prevalentemente un processo che riguarda l'orecchio ed il cervello, mentre la musica presuppone l'attivazione di una serie di processi cognitivi che possono anche modificare la percezione del suono stesso!